giovedì 18 luglio 2013

Poesia per te che mi cerchi

Quando non riesci a scrivere nulla
quando non riesci a leggere nulla

Immobile

Perché troppe cose ci sono da sentire
perché poche cose ci sono da sentire

Ascolta

Rumore e silenzio
odio e amore
guerra e pace
fuoco e pietra

Lasciati attraversare dal vento
ti accarezzerà
ti spingerà lontano
Distruggerà tutto ciò ch’è fuori
tutto ciò che è dentro
liscerà le montagne
che tu vedi immobili
sulla tua strada
sradicherà l’albero
della tristezza
soffierà le acque per te

Lasciati baciare dal sole
ritornerà ogni giorno
solo per te
scioglierà gli iceberg
del mare delle emozioni
chiarirà ogni vicolo buio
a lui scoprirai di
tendere naturalmente

Lascia che l’acqua ti scorra dentro
sii il suo letto
ti solcherà l’anima
sarai la sua strada
non cercare di essere roccia
riempirebbe i tuoi vuoti
e con il gelo li allargherebbe
frantumandoti

Se ti lancio una pietra
se ti spengo una fiamma
cosa resta
se non il nulla
se non il tutto

riprova
io sono qui

Alfred de Breanski Snr


mercoledì 17 luglio 2013

Una mia breve biografia

A volte sogno.
Dopo il volo lontano d’un pellicano sull’Oceano Indiano
io sogno.
Come usava fare mio padre al paese natio.
Scomparsa la luce dopo il tramonto, in quell’oscurità
io sogno.
Risvegliato dal sogno
sono vivo come una linea elettrica che piange nel vento.
Finora ho respinto i miei sogni.
Persino in sogno
ho lottato per respingere i sogni.
Così,
che fossero fantasie
o teorie dominanti di un’era
le ho respinte.
Esistevano solo le cose così come sono.
Ho visto
luci fosforescenti brillare sul mare notturno.
Ho visto
le bianche fauci delle onde scintillare appena
mentre l’oscurità le seppelliva.
Esistono solo le cose così come sono.
Ho visto
lo scintillio della luce fosforescente e il suo nascondersi,
simili allo sguardo che unisce la madre e il suo neonato.
Ora accetto i sogni.
Le cose non sono più solo come sono.
Io sogno.
Ieri
non è oggi.
Oggi
Non è domani.
Ma io sogno il domani.
La Madre terra è tomba d’esperienze.

Mi resta un sogno:
possa in un futuro lontano il mio Io-fossile sepolto nella terra
diventare un canto fossile.

- Ko Un -


Albert Bierstadt (1830-1902) "Mare e cielo" "Sea and Sky"

martedì 16 luglio 2013

Fiori di ciliegio

Se esiste un Dio, ebbene 
egli ha creato i fiori 
di ciliegio per punirmi.
Vi sento così fortemente.
Non posso permettermi questo
genere di distrazioni. Che venga
presto l'inverno su questo ciliegio!



venerdì 21 giugno 2013

Chiamata notturna

-Ti stai abituando a me, vero?
-Sì, è vero. Cosa c'è di male?
-Ti stancherai..
-Mi sto abituando a te, è così, amare non è più una cosa nuova, e quindi?
-Niente...un giorno cercherai una novità, o la novità cercherà te..
-Quante volte hai guardato Orgoglio e Pregiudizio?
-Che c'entra?
-Dici, quante?
-Ma... più di cento, almeno centoventi volte!
-Lo riguarderesti stasera?
-Certo!
-Alcuni film restano dentro di te anche dopo averli guardati per 120 volte. Li si ama lentamente, il colpo di fulmine è passato, sai già le loro battute, a volte le inizi prima di loro, e inizi a notare l'arredamento di una stanza, il colore de vestiti, i piccoli errori del regista. Avrai anche letto tutto ciò che riguarda la vita degli attori, o il libro da cui può essere stato tratto, ma continua ad appassionarti, continua a regalarti emozioni diverse e simili allo stesso tempo. Vedi, ti sei abituata a quel film ma continui a volerlo vedere. Ed è solo un film di 120 minuti, che puoi fermare, mandare indietro e vedere da capo ogni volta. Sarebbe divertente metterti in pausa ogni tanto solo per vederti ferma immobile con quel tuo faccino implorante e farti il solletico.
-Ehi!
-Sei molto di più. Da Vinci avrebbe bisogno di molto più tempo per te che per Monna Lisa.
-E se i dettagli conquistati nel tempo diventassero tratti di pennello di un vecchio dipinto?
-Il mondo stesso è un bellissimo vecchio dipinto, ma il pittore non ha ancora smesso di usare il pennello.
Ron Hicks - The night caller


domenica 16 giugno 2013

Passi incerti

Danzano le lettere con questa musica triste,
soffiano i pensieri e spingono giù le parole,
il ritmo come un martello
ora mi sprofonda nell'anima
per poi affiorare in superficie, lentamente,
pesante ricerca di ciò che sono, che sei, silenzio.
Riscendo a passi incerti, mi avvicino,
titubante e consapevole, e ascolto.

North and South 

mercoledì 12 giugno 2013

Rosa dipinta

Piegata così con la testa, che i capelli quasi sfioravano il pavimento, le labbra baciavano le ginocchia, e la mano, girata dietro la schiena, lasciava scoperta la rosa dipinta che saliva sul fianco, lungo il seno. Ciglia nere, e folte, quasi univano con un tratto l’orecchino tra i capelli e lo smalto sulle dita. Null'altro aveva indosso se non la sua vita. Quell'immagine non riusciva a dissolversi nella sua mente. Continuava a vederla, a sognarla, a desiderarla, si accese una sigaretta cercando di confonderla nel fumo. Nemmeno quando il sonno lo vinse la sua mano poteva lasciar cadere quel foglio con tutte le sue parole. Le sue uniche due parole. ‘Lasciati amare’. La sigaretta si spense da sola tra le sue dita, dimenticata anche dal tempo.

Sergio Lopez, Chromatella-Painted_Roses


giovedì 31 gennaio 2013

Un cieco vide l'infinito

Non è la notte a far buio,
non è l'estate a domar la frescura,
in alcuna forma si figura
negli occhi la luce,
solo sgomento. 

Sola, la lucciola 
vuole i colori,
e si dispera, 
ma fortunata,
gialla nel verde,
la bella di notte
poi trova.
Ma io, che pur mi dispero,
che pur vago quella linfa?

Ma stesso il sangue 
ha una sua armonia,
che se ti appoggi 
puoi sentire;

e se pur mi togli le tue note,
se pur mi lasci il mondo in dissolvenza, 
il mio allora, se riesci, attraversa,
e tutto, nel ciel tuo riversa;
né inizio né fine sono in me, 
ma so che sarò io per te
come un violinista sordo.

  Marc Chagall, Il violinista (1912-1913)