<<Questa è Port'Alba, la via dei libri, Ele, guarda qui! puoi trovare dei capolavori a due, tre euro, non è meraviglioso?>> Non c'è posto migliore a Napoli per un lettore alla ricerca di parole, di Via Port'Alba, stretta viuzza che collega piazza Dante a piazza Bellini. Già il fatto che ci sia una porta vera e propria che apre sul mondo dei libri è un buon motivo per trovarsi lì. La prima cosa da fare è fermarsi davanti ad ogni singola bancarella e, partendo dal primo libro, spingerlo in giù con l'indice per poter leggere il nome del libro successivo, se quello non ci ha interessato, e poi procedere con il medio, come se le due dita fossero dei piccoli piedi di un abile corridore, un-due, un-due! chi ha l'abitudine di inserire questa via in qualsiasi tragitto abbia pianificato, nonostante la meta sia esattamente dal lato opposto, e soprattutto anche quando non si hanno soldi da spendere, deve sapere che è altamente probabile che i due piedini della mano si stanchino spesso e in men che non si dica il lettore si ritroverà un libro in più nella borsa, e soldi in meno nella tasca. Oggi che sono qui a Napoli, ho ovviamente inserito Port'Alba nel mio tragitto con Elena. Ero in procinto di iniziare la mia corsa quando il mio vero piede ha iniziato ad attirare la mia attenzione. La suola della mia scarpa destra si è completamente staccata dal resto, lasciando il mio calzino rosa alla bella vista di tutta la gente. Cazzo. Spingo immediatamente giù piede, calzino e scarpa a fisarmonica. Torno con estrema nonchalance a guardare i libri.
<<Elena! Abbiamo un problema.
<< cosa?>>
<<la scarpa.>>
<<eh?>>
<<La scarpa. La suola. Si è staccata. Guarda.>> ecco che la scontatissima, inevitabile, sonora risata di Elena scoppia nell'aria riuscendo a sovrastare tutto il tipico caos napoletano.
<<sempre a te!sei sempre la solita!>> aspettatissime anche queste parole.
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